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Come si Riconosce l’Apion

In questa guida vedremo come riconoscere un apion. Numerosissime sono le specie comprese nel genere apion: circa 400 diffuse nella regione paleartica, di cui un centinaio e mezzo presenti anche nel nostro paese. Si tratta di coleotteri della famiglia dei curculionidi.

Hanno il rostro piuttosto allungato e cilindrico, che essi tengono spesso piegato obliquamente all’asse del corpo quando riposano o simulano la morte; le antenne al contrario di quasi tutti gli altri curculionidi, non hanno il primo articolo particolarmente lungo, per cui non appaiono decisamente piegate a gomito.

Inoltre gli articoli antennali sono negli Apion in numero di dodici, dei quali a partire dall’articolo basale, escluso, sette spettano alla parte intermedia (o funicolo) e gli altri quattro alla parte terminale, dilatata e fusiforme, costituita dalla clava. I trocanteri sono grandi e alla loro estremità sono inseriti i femori.

La forma e le dimensioni del rostro sono peraltro assai variabili: in alcuni Apion questo è perfettamente diritto, in altri più o meno fortemente ricurvo, inoltre può avere, dalla base all’apice, grossezza uniforme, oppure può assottigliarsi gradatamente, o ancora essere ingrossato nella parte prossimale o in quella distale.

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Come Riconoscere l’Antilope Cervicapra

In questa guida vedremo come riconoscere l’antilope cervicapra. L’antilope cervicapra appartenente come il gerenuk alla sottofamiglia degli antilopini, la cervicapra è una delle poche specie di antilopi asiatiche, abbastanza comune nella penisola indiana.

Questa antilope può fregiarsi anche in senso scientifico del nome di antilope, essendo infatti l’unica rappresentante del genere omonimo. Notevole è il diformismo, sia in rapporto al sesso, sia in rapporto all’età, poichè, mentre i giovani e le femmine sono di colore giallastro, i maschi adulti hanno un colore diverso.

Infatti i maschi delle antilopi cervicapra sono bruno scuri con gli occhi cerchiati di chiaro; inoltre questi particolari antilopi, i maschi, sono dotati di lunghe corna quasi diritte e ritorte a spirale, inanellate profondamente. Il ventre e la parte interna delle zampe sono di color bianco in ambo i sessi.

L’antilope cervicapra predilige le regioni pianeggianti, dove si riunisce in branchi. Resistentissima alla sete, è meno apprensiva delle altre antilopi, anche se nella corsa è uno degli animali più veloci che si conoscano. Queste sono tutte le caratteristiche fisiche e morfologiche di questo particolare mammifero.

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Come si Riconosce l’Amaurode

L’Africa ospita tra gli insetti una grandissima varietà di coleotteri di ogni forma, colore e dimensione. Tra i cetonini africani spicca per la bellezza della livrea l’amaurode, Amaurodes passerinii. Cerchiamo adesso di conoscere un po’ meglio questo animale.

Tra i coleotteri cetonini africani Amaurodes passerinii spicca per la bellezza della sua livrea. Al contrario di tante altre specie di cetonini, non è ornato di colorazioni metallizzate ma di una livrea vellutata piuttosto sobria. Questa specie raggiunge i 35 mm nei maschi ed è caratterizzata da un certo dimorfismo sessuale.

I maschi possiedono infatti un breve corno cefalico rivolto in avanti, leggermente biforcuto all’estremità. Sono inoltre più grossi e massicci delle femmine. Testa e torace sono di colore beige o crema con una stria nera centrale incompleta, mentre le elitre sono nere marcate da una doppia serie di pois colorati. Questi ultimi sono gialli nella sottospecie A. p. passerinii e rosse nella sottospecie A. passerinii limnei.

Gli adulti si nutrono di nettare, fiori e frutta matura, le femmine depongono nel terriccio umifero le loro uova, che danno vita a larve melolontoidi biancastre con la testa e le zampe scure.

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Come si Riconoscere l’Alborella

Per tutti coloro che apprezzano la pesca sportiva in acque dolci, questa guida potrà sicuramente risultare utile per conoscere uno dei pesci di dimensioni più piccole che abita i nostri corsi d’acqua. Seguite i prossimi punti per conoscere meglio e più approfonditamente l’alborella.

L’alborella, secondo la scheda scientifica conosciuta come alburnus alburnus, è un pesce appartenente alla famiglia dei ciprinide. Si tratta di un pesce che da adulto difficilmente raggiunge i quindici centimetri di lunghezza e un peso che difficilmente può superare qualche decina di grammi.

La sua livrea è di un grigio azzurro con riflessi argentati e metallici a seconda della luce e una linea orizzontale che parte dalla zona occipitale per arrivare fino alla coda. Il corpo è ricoperto da una serie di piccole squame che nei movimenti risaltano particolarmente i riflessi appena citati. Ha la bocca rivolta verso l’alto e gli occhi sono particolarmente accentuati se paragonati al resto del corpo del pesce.

La coda è piccola ma la forma idrodinamica del pesce permette grande velocità negli spostamenti per scappare ai predatori. E’ molto presente nei fiumi italiani così come in tutti quelli europei, abita in branchi e nella sua dieta principale troviamo piccoli invertebrati, ma anche zooplancton e vegetali. La riproduzione avviene tra aprile maggio e la schiusa avviene dopo circa una settimana.

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Come Giocare con le Carte a Quadrato Coperto

I giochi con le carte sono apprezzati a tutte le età e sono un ottimo e piacevole passatempo. Quadrato coperto è un solitario da fare con le carte napoletane, ma bisogna avere un po’ di pazienza perché alcune volte il gioco può non riuscire. Vediamo quali sono le regole del gioco.

Prendiamo un mazzo di carte napoletane e, dopo averle mischiate, le disponiamo sul tavolo in questo modo: formiamo un quadrato di 4 carte per lato e le mettiamo coperte, così da non vederne il valore. Poi si mettono altre 8 carte coperte sulle diagonali. Le restanti carte vanno messe sulle 16 carte che formano il quadrato, ma in quest’ultimo strato devono essere scoperte.

A questo punto bisogna guardare le carte: se ci sono assi si possono togliere dal quadrato e mettere da parte per formare le scale ascendenti di ogni seme (1-2-3-…); altrimenti si deve cercare di liberare le carte sottostanti coperte, formando delle scale discendenti per ogni seme (10-9-8) sulle carte appartenenti al quadrato stesso. Tali scale non devono necessariamente partire dal 10: possiamo quindi, ad esempio, spostare un 5 su un 6, ma anche un 2 su un 3.

Ogni volta che spostiamo una carta, possiamo scoprire la carta sottostante e cercare di posizionarla su qualche altra carta, sul tavolo o nel quadrato. Quando riusciamo a finire tutte le carte in una delle 16 posizioni, possiamo riempire questa posizione solo con un 10, su cui costruire la scala discendente, ma non con carte di minore valore.

Il gioco è riuscito se vengono completate le quattro scale dall’asso del dieci. La difficoltà del gioco risiede nel fatto che bisogna muovere le carte in modo tale da non precludersi poi la possibilità di scoprire le carte sottostanti: per questo motivo, il consiglio è di osservare bene le carte prima di muoverle e di spostare per prime le carte di piccolo valore perché in questo caso si può sperare di riuscire a toglierle presto dal quadrato spostandole nelle scale.