Casa

Come Fare Durare le Scarpe

Hai acquistato delle splendide scarpe e vorresti che rimanessero così a lungo, senza ritrovarti a distanza di tempo delle scarpe vecchie e usate? Vorresti che le tue scarpe sembrassero sempre come appena uscite da un negozio di calzature? Questa guida ti spiega come mantenere a lungo le scarpe nuove.

Per mantenere le vostre scarpe nuove il più possibile è bene iniziare a prenderci cura delle stesse con metodi del tutto naturali. Ad esempio se possedete delle scarpe di vernice, che come sapete può macchiarsi e rigarsi facilmente potete benissimo pulirle con un panno e del latte e poi asciugare con una pezza pulita.

Volete eliminare gli antiestetici graffi sui tacchi delle vostre bellissime scarpe alte? Sarebbe impossibile, ma se hai delle scarpe di vernice può passare di tanto in tanto, uno smalto per unghie trasparente, che proteggerà i tuoi tacchi da qualsiasi problema. Si righerà, infatti, lo smalto e non il tacco.

Infine, se volete impermeabilizzare un paio di scarpe di pelle, per non rovinarle sotto l’acqua, sappiate che l’olio di lino, passato sulla scarpa, vi può aiutare e l’interno delle bucce di banana è utilissimo per pulire le scarpe di pelle o in alternativa, usate uno straccio imbevuto di latte tiepido.

Guide

Come Fare Durare l’Abbronzatura

Siete amanti della tintarella? Vorreste mantenere il bel colorito estivo senza dover ricorrere alle nocive lampade artificiali? Allora questa è la guida che fa per voi! Seguendola passo passo, riuscirete a mantenere l’abbrozatura fino all’anno prossimo o, almeno, ad arrivare alla prossima estate già un passo avanti rispetto agli altri.

Per iniziare, dovete sapere qual è il motivo per cui, ogni anno, la nostra pelle perde tutto il suo bel colorito estivo: la pelle si rinnova e, per farlo, prima si secca, poi si desquama e infine perde tutte le cellule morte. Quindi, tutto quello che dobbiamo evitare è che la nostra pelle si secchi, ovvero non dobbiamo far creare le cellule morte, mantenendo il colorito il più vivo possibile. Innanzitutto, dovete scoprire che tipo di pelle avete sul viso e sul resto del corpo. Se già tendete alla pelle secca, dovrete usare creme più volte. Ora passiamo ai consigli sul lavaggio della pelle.

Il lavaggio va fatto molto accuratamente: quando si fa la doccia, NON usate mai la spugna. Questo è un trucco che ho scoperto da poco e devo dire che sta veramente funzionando. La spugna è quella che gratta via le cellule morte ed è la prima che contribuisce a far seccare la pelle e a perdere l’abbronzatura. Lavate la pelle massaggiando delicatamente, senza mai grattare. Dopo la doccia, usate una crema per il corpo idratante e massaggiate energicamente, rendendo la pelle più morbida e lucida possibile. Per il viso, usare un doposole, visto che esso è molto più esposto a tutti gli agenti che contribuiscono alla perdita di cellule morte. Se tendete ad avere la pelle secca, abbondate con le creme fino a che la pelle non appare quasi “unta” e lucida: vi aiuterà a mantenere l’abbronzatura più a lungo.

Al mattino, dopo aver lavato il viso, per asciugarlo non strofinate, ma tamponate. Così facendo, aiuterete la pelle a mantenersi morbida prima dell’applicazione della crema. Applicate un po’ di Nivea o Leocrema sul viso e sulle parti del corpo che rimangono scoperte, come le mani. Così facendo, eviterete che anche col freddo dell’inverno la pelle si secchi. Inoltre ricordate che queste creme sono tendenti al grasso e attirano anche il minimo raggio solare. Così, il vostro viso apparirà ogni giorno luminoso, irradiato e abbronzato. Non solo: continuerà oltretutto a catturare anche quei pochi e distanti raggi solari. Se tendete ad avere la pelle secca sul viso, in inverno ripetete questa operazione ogni volta che uscite. Se, al contrario, avete la pelle grassa, vi basterà diminuire la crema da spalmare. Io sto provando questi metodi e praticamente sono ancora abbronzata (e stupita, perché ho un colorito della pelle veramente chiaro). Non ho mai ottenuto dei risultati così soddisfacenti come questa volta.

Casa

Come Inamidare i Lavori all’Uncinetto

Avete dei centrini all’uncinetto a cui volete dare una forma ed un aspetto più rigido? Beh basta semplicemente inamidarli con metodi che si possono tranquillamente elaborare in casa, principalmente i metodi più utilizzati sono 3: con amido, con zucchero e con colla di pesce, ed ora vi spiegherò come fare in questi 3 modi.

Occorrente
Zucchero, colla di pesce alimentare, amido naturale

Se intendi inamidare i tuoi lavori all’uncinetto con lo zucchero bisogna usare 2 parti di zucchero e 5 di acqua. Devi fare bollire l’acqua in un pentolino e quindi introdurre lo zucchero mescolando finchè non ottieni una soluzione omogenea. Versaci quindi il tuo lavoro da inamidare, aspetta affinchè sia impregnato del composto quindi mettilo ad asciugare. Questo sistema è adatto per cappellini, scatoline e tutte le cose tridimensionali fatte all’uncinetto.

Puoi usare anche la colla di pesce alimentare che si trova nei supermercati. Fai scaldare l’acqua quindi versaci 1 foglio di colla di pesce e fallo sciogliere per bene, bada che per un centrino di media grandezza (circa 35 cm di diametro) servono 5 cl d’acqua ed un foglio di colla di pesce. Dopo averlo immerso e fatto impregnare lascialo asciugare bene.

Puoi infine usare il normale amido naturale che puoi acquistare nelle drogherie. Fai scaldare l’acqua e mettici a sciogliere l’amido, che sarà sicuramente a cubetti, versa poi il centrino e tiralo fuori per farlo sgocciolare, ma senza strizzarlo. Più amido metti, più il centrino sarà rigido, con 10 cl d’acqua circa si inamida un centrino di media grandezza. Usa questo metodo però solo su lavori bianchi.

Giardino

Cosa Fare con le Foglie Cadute nel Prato

Durante l’autunno e l’inverno gli alberi lasciano sul terreno le loro foglie che, dai colori bellissimi, restano poi sul suolo. Qui le opinioni si dividono. C’è chi insiste di raccogliere per lasciare il terreno libero, e c’è che invece è convinto che le foglie cadute degli alberi siano un ottimo fertilizzante, perché esse non si seccano e anzi mantengono l’umidità e macerano come un compost. Di fatto questa umidità propria delle foglie che restano a terra è un fatto evidente. Diventa però un problema se queste stesse foglie restano su pavimentazioni di vario genere, come sulle terrazze e le verande, anziché sulla terra battuta.

In questo caso possono causare scivolamenti indesiderati e a volte anche pericolosi per i malcapitati che vi camminano sopra. Meglio dunque togliere le foglie da tutti i sentieri pavimentati del giardino. Il modo più semplice per fare questo è utilizzare un soffiatore aspiratore, che permette di spostare velocemente le foglie. In alternativa, è possibile fare l’operazione con un semplice rastrello. E sul terreno, le foglie cadute fanno bene o meno? Bisogna fare un distinguo per poter rispondere in modo adeguato e considerare la differenza tra aree di solo prato e aree con piante di fiori e alberi. Vediamo perché.

Le foglie sono fertilizzanti o no?
La risposta immediata a questa domanda è che è tutta questione di aria. Aria, sì. È in virtù dell’aria che il compost diventa tale, perché questa ossigenazione naturale permette di fare agire sulle piante le componenti fertilizzanti delle foglie umide. Invece sul terreno erboso questo difficilmente avviene. Le foglie lasciate sul prato, una volta trattenuta l’umidità accumulata nell’inverno hanno la tendenza a impedire a ogni filo d’erba di risvegliarsi in primavera, perché essi tendono a marcire esattamente come le foglie che le soffocano. La mancanza di luce fa apparire chiazze spoglie sul prato, le quali sono parecchio antiestetiche.

Invece, questo non vale per gli accumuli di foglie sotto alberi, cespugli, siepi e su aiuole e orti vuoti, per esempio. Idealmente, le foglie devono essere delicatamente mescolate al terreno e coperte di terra in modo che stando in un cumulo fermentino nel processo di decomposizione. In questo modo si assicura la rapida formazione di nuovo e ricco humus che aiuta le piante a rifiorire in tutta la loro bellezza in primavera.

Nidi per i ricci
Ci hanno anche detto che esiste un’altra idea rispetto alle foglie rimaste sul terreno. Si tratta di creare nidi per ricci, purtroppo minacciati proprio dalle eccessive cure del giardini. I ricci sono animali che è bene proteggere perché spesso a rischio e anche perché utili a fare pulizia, in particolare dalle serpi, di cui sono predatori, insieme con larve ecc. Dunque, le foglie cadute in autunno dagli alberi è bene che siano tolte dall’aree del giardino destinata a prato, perché tendono a soffocare l’erba, facendola piuttosto diventare muschio o ricca di funghi. Invece, meglio conservare le foglie sotto le piante di fiori, i cespugli, gli alberi e le siepi.

In questo caso, oltre ad avere un ottimo fertilizzante naturale che vi farà risparmiare tempo e denaro, darete anche possibilità di ripare ad animaletti come i ricci che aiutano a mantenere l’equilibri dell’ecosistema del vostro giardino.

Altro

Come Giocare con le Carte a Quadrato Coperto

I giochi con le carte sono apprezzati a tutte le età e sono un ottimo e piacevole passatempo. Quadrato coperto è un solitario da fare con le carte napoletane, ma bisogna avere un po’ di pazienza perché alcune volte il gioco può non riuscire. Vediamo quali sono le regole del gioco.

Prendiamo un mazzo di carte napoletane e, dopo averle mischiate, le disponiamo sul tavolo in questo modo: formiamo un quadrato di 4 carte per lato e le mettiamo coperte, così da non vederne il valore. Poi si mettono altre 8 carte coperte sulle diagonali. Le restanti carte vanno messe sulle 16 carte che formano il quadrato, ma in quest’ultimo strato devono essere scoperte.

A questo punto bisogna guardare le carte: se ci sono assi si possono togliere dal quadrato e mettere da parte per formare le scale ascendenti di ogni seme (1-2-3-…); altrimenti si deve cercare di liberare le carte sottostanti coperte, formando delle scale discendenti per ogni seme (10-9-8) sulle carte appartenenti al quadrato stesso. Tali scale non devono necessariamente partire dal 10: possiamo quindi, ad esempio, spostare un 5 su un 6, ma anche un 2 su un 3.

Ogni volta che spostiamo una carta, possiamo scoprire la carta sottostante e cercare di posizionarla su qualche altra carta, sul tavolo o nel quadrato. Quando riusciamo a finire tutte le carte in una delle 16 posizioni, possiamo riempire questa posizione solo con un 10, su cui costruire la scala discendente, ma non con carte di minore valore.

Il gioco è riuscito se vengono completate le quattro scale dall’asso del dieci. La difficoltà del gioco risiede nel fatto che bisogna muovere le carte in modo tale da non precludersi poi la possibilità di scoprire le carte sottostanti: per questo motivo, il consiglio è di osservare bene le carte prima di muoverle e di spostare per prime le carte di piccolo valore perché in questo caso si può sperare di riuscire a toglierle presto dal quadrato spostandole nelle scale.