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Come Confezionare una Fodera per il Materasso

Foderare il materasso è una semplice operazione che vi permetterà di conservarlo più a lungo e ripararlo da insetti e parassiti. La fodera è formata da un rettangolo di stoffa avente le dimensioni della parte superiore del materasso, a cui aggiungerete 2 cm in più per le cuciture.

Ecco come fare.

Occorrente
Stoffa
Ago e filo
Forbici
Cordoncino

Prepara la striscia che riveste il bordo tagliando 4 pezzi di stoffa, 2 corrispondenti alla lunghezza del materasso, più 4 cm per le cuciture d’angolo, e 2 corrispondenti alla larghezza del materasso, sempre con 4 cm in più. L’altezza sarà uguale a quella del materasso, aggiungendo i soliti 4 cm per le cuciture.

Se vuoi una fodera sagomata, le strisce dovranno essere bordate sotto il materasso. Prevedi 4 strisce in più aventi la stessa lunghezza delle 4 strisce che circondano il materasso e un’ altezza di 20 cm. Dovrai orlare queste 4 strisce su una lunghezza e sulle due altezze. Se invece vuoi una fodera a balze, calcola da due a tre volte la lunghezza della striscia che circonda il materasso, secondo lo spessore del tessuto. Per l’altezza, misura la distanza compresa tra il materasso e il pavimento.

Dopo aver imbastito, giunta la striscia che circonda il materasso e quella inferiore liscia, oppure la prima e la balza, inserendo, in tutti e due i casi, un cordoncino di rinforzo nella cucitura. Esegui un sopraggitto o cuci a macchina. Cuci quindi insieme poi la striscia e la parte superiore della fodera.

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Come Confezionare Vestito per Bambina

Il vestitino che andrete a realizzare è rifinito con il punto smock, che si usa per fissare e contemporaneamente abbellire le crespe dei tessuti.

Risulta essere molto usato come decorazione di alcuni costumi nazionali Ungheresi e Inglesi, dove i vivaci colori del ricamo contrastano piacevolmente con il fondo del tessuto, generalmente bianco. Ora è di gran moda e nelle sue varianti potete trovarlo arricchito con perline o gemme dure. In questa guida vi insegno come confezionare un vestitino da bambina (adatto anche per una cerimonia), completato con questo motivo.

Occorrente
Un cartamodello per vestito da bambina (sceglilo con gonna ampia e vaporosa)
Taffetà di seta (1,80 cm per un’altezza di 90 cm)
Ago e filo
Filo per imbastire

Quando avrai eseguito il vestitino indicato sul cartamodello che hai scelto, procedi con il lavoro. Ora arriccia il davanti del vestitino, da sotto il carrè fino alla vita. Ferma l’arricciatura con tre fasce di punto smock alte 3 cm ciascuna. Per ottenere un’arricciatura perfetta, esegui con il cotone da imbastire alcune file crespe a punti filza molto regolari per tutta l’altezza che intendi ricamare.

Ora puoi passare alle maniche. Ricamale con una fascia a punto smock alta 3 centimetri per ogni parte. Esegui l’imbastitura delle crespe per un’altezza di cm 20, poi inizia con due giri di punto smock formati da punti alti 2 o 3 millimetri ciascuno, che completerai con una serie di dentellature formate da 7 punti gradualmente degradanti fino a ridursi in un punto solo.

Subito al di sotto delle prime, inizia un altro giro di dentellature, ma capovolte, che termineranno con due giri completi di punto smock. Nella parte centrale rimasta libera dal ricamo puoi eseguire dei pippiolini oppure altri piccoli motivi di tuo gradimento, tinta su tinta o di colore contrastanti. A distanza di cm 4 l’una dall’altra ricama infine le altre due strisce a punto smock.

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Come Apparecchiare la Tavola

Apparecchiare una tavola per occasioni e feste, è una vera e propria arte. Ogni elemento verrà posizionato in un certo modo, dai bicchieri, ai piatti, alle posate ed anche i tovaglioli e nulla sarà casuale di quello che si potrà vedere in una tavola di gran gala.

Apparecchiare il tavolo con una tovaglia che copra tutto il suo piano e scenda fuori con i bordi. Mettere poi sopra un’altra tovaglietta più piccola, che copre quasi totalmente il piano, ma che lasci intravedere i bordi del tavolo, mettendo in luce la tovaglia precedentemente posizionata. Mettere al centro del piano un bel centrotavola non troppo grande e meglio se con una candela od un fiore ornamentale.

Sistemare i piatti nella varie postazioni previste. Se ricamati, i piatti piani e fondi dovranno avere il loro ricamo nella stessa posizione. Mettere il piatto fondo in basso, poi sopra il piatto fondo e poi ancora sopra il piattino di antipasto. Le posate verranno posizionate anch’esse intorno ai piatti appena sistemati: tutti i coltelli con lama rivolta verso l’esterno si troveranno alla destra del piatto, le forchette ed eventuali cucchiai a sinistra e posate da frutta/dolce verranno posizionati in alto rispetto sempre alla posizione del piatto.

Mettere i bicchieri per acqua o bevande analcoliche leggermente alla destra rispetto ai piatti. Aqgiungere anche i bicchieri da vino, che sono leggermente più piccoli dei precedenti: essi verranno posizionati leggermente alla destraed un po’ indietro rispetto ai bicchieri più grandi per acqua. I tovaglioli verranno posizionati in modo ornamentale su ogni bicchiere per acqua e daranno il tocco finale di una bella tavola apparecchiata per occasioni e feste.

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Come Aprire un Muro per Realizzare una Porta

Con l’apertura di una nuova porta è possibile mutare l’arredamento e la destinazione delle stanze a seconda delle necessità. Ora, le procedure per poter realizzare questo lavoro sono lunghe e richiedono destrezza, ma grazie a questa guida potrai imparare ad eseguire con le tue mani l’apertura sul muro che ospiterà il telaio della porta.

Per prima cosa dovrai montare l’architrave se vuoi creare la porta su un muro di sostegno portante, quindi, una volta fatto, dovrai fare un’incisione nell’intonaco con uno scalpello largo ed affilato e con un mazzuolo, seguendo il contorno che precedentemente hai marcato. Ora togli l’intonaco scoprendo i mattoni. Lavora con lo scalpello quasi parallelo alla parete, proteggendoti con un paramano.

A questo punto, comincia a togliere i mattoni subito sotto l’architrave. Una volta fatto, stacca il primo corso lavorando con lo scalpello sulle commessure a malta. Quindi scalza i mattoni a uno a uno. Adesso lungo i bordi, lavora ad angolo retto sui mezzi mattoni che sporgono nell’apertura. Quindi fai leva progressivamente sotto il mattone tagliato per levarlo senza smuovere la parte restante.

A questo punto, quando sei arrivato alla base della parete, bisogna che tu tolga i mattoni fin sotto l’impiantito, per liberare anche la soglia. Il vuoto dovrai poi riempirlo con malta e rivestito con piastrelle o listoni, come il pavimento vicino. Ora se il muro è doppio, dovrai buttare giù prima la metà di una parete, poi passa dall’altra parte e togli il tratto opposto corrispondente. Quindi torna davanti e ripeti l’operazione fin sotto il pavimento.

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Come Trattare Gioielli con Lapislazzuli

Il lapislazzuli è una pietra preziosa, di colore blu che porta al suo interno delle pagliuzze di oro. Nell’antico egitto era molto usata e amata. Si facevano dei gioielli…davvero “faraonici”, eccezionali!

Il nome è stato dato alla pietra in riferimento al suo colore. Infatti la parola è formata da “lapis” che significa pietra e da “azul” che in arabo significa blu . Le qualità più pregiate sono, come peraltro per tutte le altre pietre preziose, quelle più pure, quelle cioè che presentano meno inclusioni possibili, rilevabili a occhio nudo. Per dettagli sulle caratteristiche è possibile vedere questa guida sul lapislazzuli sul sito Pietrapreziosa.net.

Tieni presente che anche una presenza elevata di macchie bianche la deprezzano alquanto. Comunque alcuni gioielli di lapislazzuli raggiungano sul mercato alte quotazioni ed è maggiormente per questo se ne fanno volentieri parecchie imitazioni.

Se hai in progetto di acquistare qualche gioiello di lapislazzuli stai attenta a non essere gabbata. L’imitazione più difusa è la “pasta” di lapislazzuli, il cui valore è ovviamente molto molto basso.

In che consiste questa pasta di lapislazzuli? A seguito della lavorazione della pietra fuoriesce un residuo in polvere. Questo non viene buttato, ma lo si amalgama, con dei collanti particolari, alle resine.
L’impasto, che se ne ricava, molto grossolanamente si potrebbe paragonare, per intenderci, alle nostre paste malleabili che usiamo nella tecnica del modellamento. Ottenuto l’impasto questo viene lavorato nei laboratori di oreficeria e lasciato successivamnte indurire.

Come si pulisce un gioiello di vero lapislazzuli? Ricordati che è una pietra abbastanza delicata e devi stare attenta ed evitare tutte quelle occasioni o situazione che potrebbero involontariamente danneggiarla, graffiandola.
Sia quando ti accingi a pulirla che quando la riponi, tienila separata dagli altri gioielli, magari custodita in un sacchettino oppure in una scatola. Devo segnalare un’altra pecca della pietra: la sua elevata porosità.

Saprai senza dubbio quali svantaggi comporti la proprietà fisica della porosità, per la presenza sulla superficie di pori e microfessure che facilmente lasciano passare, assorbendoli, materiali liquidi e solidi.
Quindi sulle lunghe distanze il lapislazzuli ha bisogno di essere, spesso e volentieri, protetto e trattato con solventi chimici.

Per questa caratteristica “di fragilità” devi stare attenta a non indossare un gioiello di lapislazzuli prima della spruzzatina di profumo, per evitare di danneggiarlo. Indossilo solo dopo aver assolto a tale operazione.

Per quanto riguarda la pulizia della pietra, essa è molto semplice, quanto efficace. Prendi un pentolino, mettilo sul fuoco e aggiungi un po’ di detersivo per piatti o del sapone neutro. Fai riscaldare l’acqua e poi spegni. Attendi che essa s’intiepidisca alquanto.
Quindi cala nell’acqua saponata la pietra. Falla sostare per alcuni minuti e poi, una volta ripresa, la risciacqui sotto l’acqua corrente, spazzolandola delicatamente con uno spazzolino a setole morbidissime. Una volta risciacquata prendi un panno morbido di cotone e asciugala.

Un avviso importante. Quando, in fase di risciacquo, spazzoli il gioiello sotto l’acqua corrente sii previdente e molto accorta. Ottura il lavandino, e lascia che l’acqua del risciacquo si raccolga in esso. Perchè questo?

Nella lontana ipotesi che qualche “pietruzza” abbia a staccarsi dal gioiello e, perciò stesso, andare inesorabilmente perduta, risiucchiata all’istante dallo scarico dell’acqua, l’otturamento della vaschetta del lavandino renderà possibile la sua ricerca nell’acqua di deposito e conseguentemente il suo recupero.