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Guide

Come Accordare la Chitarra con la Linea Telefonica

Hai dimenticato l’accordatore elettronico? Sei nel bel mezzo di una festa e ti accorgi che la tua chitarra è scordata? La soluzione spesso è a portata di mano! Grazie alla linea telefonica potrai evitare di fare una figuraccia, in questa guida ti spiegherò come.

Per accordare la chitarra hai bisogno di un suono noto grazie a cui ottenere tutti gli altri. Si tratta del “LA”. Non avendo a disposizione il diapason o un accordatore elettronico, recati in una stanza provvista di telefono e alza la cornetta. Sentirai il solito “tu tu…”, si tratta proprio del “LA”!

La quarta corda (D), puoi accordarla prendendo come riferimento proprio la corda che hai accordato prima (A): premendo quest’ultima al 5° tasto otterrai il “Re” della quarta corda. Anche in questo caso devi confrontare i due suoni e regolare la tensione della quarta corda in modo che produca il suono che stai ascoltando.
Ripeti adesso lo stesso procedimento per la corda immediatamente sotto (G).

Per ottenere il suono della seconda corda (B) invece devi prendere come riferimento il suono corrispondente al 4° (non 5° come prima) della corda precedente (G). Adesso restano i due “Mi”, ovvero la prima e la sesta corda.
Per ottenere il suono della prima corda (E) prendi come riferimento il suono corrispondente al 5° tasto della seconda corda, ed effettua le solite regolazioni di tensione sulla chiavetta.
L’ultima corda che ti resta di accordare è la sesta (E), quella più grave (l’altro “Mi”).
Per accordare la terza corda puoi usare il procedimento seguito in precedenza: puoi accordare la sesta corda (E) sapendo che il suo 5° tasto corrisponde alla quarta corda, al “LA”. Effettua quindi le dovute regolazioni finchè non sentirai il “LA” ed il gioco è fatto!

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Come Aprire un Muro per Realizzare una Porta

Con l’apertura di una nuova porta è possibile mutare l’arredamento e la destinazione delle stanze a seconda delle necessità. Ora, le procedure per poter realizzare questo lavoro sono lunghe e richiedono destrezza, ma grazie a questa guida potrai imparare ad eseguire con le tue mani l’apertura sul muro che ospiterà il telaio della porta.

Per prima cosa dovrai montare l’architrave se vuoi creare la porta su un muro di sostegno portante, quindi, una volta fatto, dovrai fare un’incisione nell’intonaco con uno scalpello largo ed affilato e con un mazzuolo, seguendo il contorno che precedentemente hai marcato. Ora togli l’intonaco scoprendo i mattoni. Lavora con lo scalpello quasi parallelo alla parete, proteggendoti con un paramano.

A questo punto, comincia a togliere i mattoni subito sotto l’architrave. Una volta fatto, stacca il primo corso lavorando con lo scalpello sulle commessure a malta. Quindi scalza i mattoni a uno a uno. Adesso lungo i bordi, lavora ad angolo retto sui mezzi mattoni che sporgono nell’apertura. Quindi fai leva progressivamente sotto il mattone tagliato per levarlo senza smuovere la parte restante.

A questo punto, quando sei arrivato alla base della parete, bisogna che tu tolga i mattoni fin sotto l’impiantito, per liberare anche la soglia. Il vuoto dovrai poi riempirlo con malta e rivestito con piastrelle o listoni, come il pavimento vicino. Ora se il muro è doppio, dovrai buttare giù prima la metà di una parete, poi passa dall’altra parte e togli il tratto opposto corrispondente. Quindi torna davanti e ripeti l’operazione fin sotto il pavimento.

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Come Trattare Gioielli con Lapislazzuli

Il lapislazzuli è una pietra preziosa, di colore blu che porta al suo interno delle pagliuzze di oro. Nell’antico egitto era molto usata e amata. Si facevano dei gioielli…davvero “faraonici”, eccezionali!

Il nome è stato dato alla pietra in riferimento al suo colore. Infatti la parola è formata da “lapis” che significa pietra e da “azul” che in arabo significa blu . Le qualità più pregiate sono, come peraltro per tutte le altre pietre preziose, quelle più pure, quelle cioè che presentano meno inclusioni possibili, rilevabili a occhio nudo. Per dettagli sulle caratteristiche è possibile vedere questa guida sul lapislazzuli sul sito Pietrapreziosa.net.

Tieni presente che anche una presenza elevata di macchie bianche la deprezzano alquanto. Comunque alcuni gioielli di lapislazzuli raggiungano sul mercato alte quotazioni ed è maggiormente per questo se ne fanno volentieri parecchie imitazioni.

Se hai in progetto di acquistare qualche gioiello di lapislazzuli stai attenta a non essere gabbata. L’imitazione più difusa è la “pasta” di lapislazzuli, il cui valore è ovviamente molto molto basso.

In che consiste questa pasta di lapislazzuli? A seguito della lavorazione della pietra fuoriesce un residuo in polvere. Questo non viene buttato, ma lo si amalgama, con dei collanti particolari, alle resine.
L’impasto, che se ne ricava, molto grossolanamente si potrebbe paragonare, per intenderci, alle nostre paste malleabili che usiamo nella tecnica del modellamento. Ottenuto l’impasto questo viene lavorato nei laboratori di oreficeria e lasciato successivamnte indurire.

Come si pulisce un gioiello di vero lapislazzuli? Ricordati che è una pietra abbastanza delicata e devi stare attenta ed evitare tutte quelle occasioni o situazione che potrebbero involontariamente danneggiarla, graffiandola.
Sia quando ti accingi a pulirla che quando la riponi, tienila separata dagli altri gioielli, magari custodita in un sacchettino oppure in una scatola. Devo segnalare un’altra pecca della pietra: la sua elevata porosità.

Saprai senza dubbio quali svantaggi comporti la proprietà fisica della porosità, per la presenza sulla superficie di pori e microfessure che facilmente lasciano passare, assorbendoli, materiali liquidi e solidi.
Quindi sulle lunghe distanze il lapislazzuli ha bisogno di essere, spesso e volentieri, protetto e trattato con solventi chimici.

Per questa caratteristica “di fragilità” devi stare attenta a non indossare un gioiello di lapislazzuli prima della spruzzatina di profumo, per evitare di danneggiarlo. Indossilo solo dopo aver assolto a tale operazione.

Per quanto riguarda la pulizia della pietra, essa è molto semplice, quanto efficace. Prendi un pentolino, mettilo sul fuoco e aggiungi un po’ di detersivo per piatti o del sapone neutro. Fai riscaldare l’acqua e poi spegni. Attendi che essa s’intiepidisca alquanto.
Quindi cala nell’acqua saponata la pietra. Falla sostare per alcuni minuti e poi, una volta ripresa, la risciacqui sotto l’acqua corrente, spazzolandola delicatamente con uno spazzolino a setole morbidissime. Una volta risciacquata prendi un panno morbido di cotone e asciugala.

Un avviso importante. Quando, in fase di risciacquo, spazzoli il gioiello sotto l’acqua corrente sii previdente e molto accorta. Ottura il lavandino, e lascia che l’acqua del risciacquo si raccolga in esso. Perchè questo?

Nella lontana ipotesi che qualche “pietruzza” abbia a staccarsi dal gioiello e, perciò stesso, andare inesorabilmente perduta, risiucchiata all’istante dallo scarico dell’acqua, l’otturamento della vaschetta del lavandino renderà possibile la sua ricerca nell’acqua di deposito e conseguentemente il suo recupero.

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Come Attaccare un Bottone

Quando si attacca un bottone devi avere qualche accorgimento che ti permetta di cucirlo saldamente e di non ritrovartelo staccato dopo poche ore.

Per prima cosa devi togliere ogni residuo di filo che eventualmente è rimasto sul posto dov’era attaccato prima.
Poi devi trovare il filo giusto, sia per colore che per robustezza.
Non stare a risparmiare sul filo.
Un filo che costa poco è un filo che si spezza facilmente e alla fine non è affatto un risparmio.

Dopo avere infilato l’ ago nel filo, puntalo nella stoffa e fai due o tre passaggi fuori e dentro per fissarlo saldamente.
Se temi che la cucitura non tenga puoi anche fare una specie di cappio col filo passandoci dentro l’ago che stringendosi farò un nodo.
Così, come puoi vedere dalla foto.

Ora puoi infilare il tuo bottone dal primo buco e far passare l’ ago nella stoffa.
Fuoriesci dal di sopra ed entra nel secondo buco.
Continua così per più volte e ogni tanto fai un cappio come quello fatto all’ inizio.
Più volte passi nei buchi, più saldo sarà il bottone.
Per fare un pò di “gambo” al bottone è sufficiente lasciare il filo morbido quando passa dentro ai buchi e fare qualche giro morto sotto al bottone.
Spero di essere stata sufficientemente chiara e di averti insegnato come attaccare saldamente un bottone.

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Come Aprire Lucchetto a Combinazione

Vi è mai capitato di perdere la combinazione del vostro lucchetto a combinazione e non sapere come aprirlo? Ora potete! Con un metodo molto semplice e alla portata di tutti. Basta solo fare attenzione a delle piccole cavità in prossimità delle rondelle ed il gioco è fatto!

Prendere un lucchetto a combinazione che trovate in un qualsiasi negozio ferramenta.
Mettete una qualsiasi combinazione senza vederla, poi chiudetelo e girate le rondelline del lucchetto.
Per le prime volte data la non praticità vi consiglio di guardare la combinazione in modo da non dover poi buttare il lucchetto.

Iniziate girando accuratamente e singolarmente le rondelle del vostro lucchetto.
Guardando immediatamente sopra sopra ciascun numero della rondella, è possibile notare, solo al di sopra di uno di questi, una piccola cavità (cuscinetto a sfera) che corrisponde al numero esatto.
Ma sfortunatamente non avete ancora terminato il lavoro.

L’ultimo passo per aprire il vostro lucchetto è di girare il cuscinettto a sfera (muovendo la rondella) sul binario del lucchetto.
Il binario del lucchetto altro non è che il prolungamento del ramo più lungo della U rovesciata.
la visione del video allegato vi mostrerà praticamente come fare.