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Come Fare Rifiorire i Ciclamini

Adoro il ciclamino. Risulta essere bellissimo in tutti i suoi colori. I miei ciclamini seccavano sempre dopo la stagione della fioritura. Ho così seguito il suggerimento di un’amica che mi ha permesso di godere dei suoi colori per più anni. Eccolo spiegato nel dettaglio.

Una volta acquistato il ciclamino, devi sapere che la pianta in questione soffre se la tieni sempre in casa, soprattutto nei mesi in cui inizierai ad accendere il riscaldamento. Noterai infatti che le foglie, ma soprattutto i fiori, inizieranno ad essere più molli e meno vigorosi. Bisogna quindi correre ai ripari subito.

Per iniziare, per riossigenare il ciclamino, lascialo immerso nell’acqua tutta la notte (solitamente io riempio a metà la vaschetta del lavandino e lo lascio lì). Dopo di che se hai un balcone puoi tenere il ciclamino all’aperto durante il giorno e ritirarlo per la notte (soprattutto nei mesi invernali quando iniziano le gelate e la brina potrebbe altrimenti farlo morire). Io abito in un condominio e li metto sul mio pianerottolo così decorano e rallegrano l’entrata di casa.

Una volta finita la fioritura del ciclamino (pù o meno in primavera) taglia tutte le foglie e i fiori secchi rimasti fino alla base del bulbo. Dopo di che lascia le piante in un luogo luminoso senza più bagnarle (solitamente il ciclamino va bagnato molto spesso, ma finché c’è la fioritura). Solitamente li metto in un angolo del balcone, dove ricevono anche acqua durante le piogge, giusto per non farli seccare completamente, ma non li bagno più.

Vedrai a settembre o ottobre riprendere la fioritura: magicamente qualche nuova fogliolina e qualche nuovo fiore riapparirà e un poco alla volta tornerà un bel ciclamino pieno di colore! In ogni caso, visto che questo è il periodo della fioritura, riprendi anche a bagnarlo un po’, anche se è solo terra con la ‘cipolla’ del ciclamino. Tieni conto che per tutta l’estate ti sembrerà di vedere una pianta secca, che tornerà però a fiorire quando sarà il momento.

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Come Coltivare il Carrubo

Cari lettori e appassionati, il carrubo è un albero alto fino a 15-20 metri, con una chioma ampia ed espansa. Il suo nome scientifico è Ceratonia siliqua ed è una specie tipicamente legata al clima mediterraneo che si adatta a sopravvivere al pascolo e agli incendi che troppo spesso ci sono in estate.

Con il suo tronco robusto e irregolare, il carrubo è coltivato per il frutto, tipicamente usato per il foraggio dei cavalli. Viene coltivato anche come pianta ornamentale in parchi e giardini e per le alberature stradali. Una curiosità, da cui ho fatto derivare il titolo di questo post, è che i suoi semi sono di grandezza uniforme, proprio per questo motivo, vennero usati dai gioiellieri come unità di peso per le pietre preziose: la parola “carato” deriva dal reco keration, cioè carrubo.

La corteccia del carrubo è bruno-rossiccia e si presenta come ruvida e fessurata alla base del tronco. Le foglie di questo albero sono sempreverdi e coriacee, con piccole stipole alla base.

Paripennate, le foglie sono composte da 5 paia di foglioline a margine intero, lucide e di colore verde scuro di sopra e bruno rossastre di sotto.
Il periodo della fioritura cade da maggio fino all’autunno successivo.

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Principi della Potatura – Informazioni Utili

Cari lettori, per la potatura di tutte le piante ci sono dei principi  basilari che non devono essere assolutamente ignorati se non si vogliono causare delle vere e proprie ferite che poi stenteranno a rimarginarsi.

Il ramo mediano o terminale è il prolungamento del tronco e non va assolutamente tagliato. i punti di interesezione sul tronco possono essere distanti ma non fatevi ingannare. I rami mediani si sviluppano in verticale seppure lateralmente.

La crescita di un albero dipende dalal posizione dei suoi rami e dei ramoscelli. Considerate che negli alberi da frutta più i rami sono orizzontali più numerosi saranno i boccioli di frutta, ripartiti su tutta la loro lunghezza.

In inverno la potatura di diradamento durante il riposo vegetativo serve e favorire la lignificazione della pianta e frena la formazione dei fiori. Non esagerate con gli alberi giovani, ma solo con quelli già adulti!

Altrettanto importante è la potatura verde o d’estate che ha lo scopo di regolare la crescita della pianta. Tagliare i rami più alti della chioma significa rendere più vigorosi i rami inferiori. In più la potatura dei rami in piena fase di crescita favorisce lo sviluppo degli occhi.

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Principi Estetici del Giardino

Cari lettori, non avete idea di questi siano i principi estetici dell’arte del giardinaggio. Cose che noi diamo per scontato spesso fidandoci esclusivamente del nostro gusto senza sapere che esistono dei criteri a cui bisognerebbe attenersi. Ve li riporto brevemente:

Le linee del giardino e la composizione – Come un’opera d’arte, anche le linee del giardino devono essere equilibrate;

La dominante del giardino – si tratta di quell’elemento del giardino che cattura subito l’attenzione. Può essere un albero alto, un’aiola di rosa o un cespuglio particolarmente colorato o ancora un pergolato.

L’ordine del giardino – si può procedere per ripetizione (quindi un colore, un tipo di pietra, di pianta viene ripetuto) oppure per successione ed equilibrio (si ripete una composizione equilibrata nella parte destra e sinistra del giardino.

L’illusione – come in un quadro creare degli effetti ottici contribuisce a rendere il giardino unico.

Contrasto e armonia – l’armonia tra colori e forma è essenziale per comporre un giardino equilibrato. Armonia significa serenità e andrà benissimo per le zone di riposo. Il contrasto, invece, serve a catturare l’occhio e a dare un aspetto vivo al giardino. Giocare con le ombre e con le luci, i colori, le taglie e le forme.

Ombra, luce e colore – Pensate ad un quadro e avrete già una descrizione di questo criterio.

Argomenti: Giardinaggio, giardino

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Conifere – Cosa Bisogna Sapere

Cari lettori, la politica delle conifere è “chi va piano va sano e va lontano” e ha prodotto non solo lepiante più antiche, ma anche altri detentori di record.

Anche se possono essere cariche di neve per mesi in inverno e arrostite dal caldo in estate, le conifere hanno prodotto i più grandi e più longevi organismi della terra, come i pini ristata e le sequoie giganti, e come tutte le piante lo hanno fatto con ingredienti semplicissimi: acqua e minerali tratti dalla terra; anidride carbonica ricavata dall’aria e la luce.

Le foglie dei pini sono ovviamente molto diverse dalle foglie delle querce o degli aceri.

Ecco di seguito tre differenze fondamentali

Invece di essere larghe e piatte (facilmente danneggiate dal gelo) sono a forma di ago e molto resistenti.

Anziché avere pori su tutta la superficie piatta, questi pori sono ristretti ad una scanalatura che corre nel senso della lunghezza dell’ago.

In parte è riempita di uno spesso deposito ceroso e al di sotto ci sono file di piccoli pori,(molto piccoli in confronto a quelli disseminati sull’interno di una superficie di una foglia di quercia).

Anche al culmine dell’estate, foglie come queste non possono fabbricare cibo velocemente come fanno le foglie larghe, ma d’altra parte le conifere non li perdono ogni anno, ma li conservano molto più a lungo con tutto il risparmio di energia che questo fatto implica.

Gli spessi rami di pino sono isolanti e a prova d’acqua, l’ideale per ripararsi.

Gli aghi di pino sono ricchi di vitamina C. In tutto il mondo la gente beve infusi di aghi di pino da secoli. A parità di peso gli aghi di pino contengono 5 volte la vitamina C di un limone e il sapore non è male.